Avvocato e commercialista analizzano l'ordinanza 17577/2026 sull'inclusione delle polizze assicurative nel TEG

I costi di polizza assicurativa vanno ad incrementare il TEG. Cassazione 17577/2026

I costi di polizza assicurativa vanno ad incrementare il TEG. L’ordinanza di Cassazione 17577/2026 del 3 giugno 2026 segna una svolta storica nel contenzioso bancario italiano. La Suprema Corte ha sancito il principio di onnicomprensività del Tasso Effettivo Globale (TEG), imponendo l’inclusione obbligatoria di ogni premio assicurativo collegato al finanziamento nel calcolo del costo reale del credito. Questa decisione scardina prassi contabili che per anni hanno celato il superamento delle soglie di usura (ex art. 644 c.p.), aprendo la strada a ricalcoli dei piani di ammortamento e alla possibile nullità degli interessi usurari secondo l’art. 1815 c.c.

Hai mai avuto la sensazione che il costo reale del tuo mutuo o della tua cessione del quinto fosse superiore a quanto riportato nel contratto? Per anni, le banche hanno giocato al ribasso, utilizzando “trucchi contabili” per mantenere il Tasso Effettivo Globale (TEG) entro i limiti di legge. Ma il tempo dell’arbitrio è finito.

Con l’ordinanza n. 17577 del 3 giugno 2026, la Corte di Cassazione ha finalmente tracciato un solco profondo: i premi assicurativi devono confluire nel TEG. Se il costo è legato al credito, è costo del credito. Punto.

Il Problema: Come le banche hanno nascosto l’usura

Per troppo tempo, gli istituti di credito si sono trincerati dietro le circolari di Banca d’Italia per escludere costi “accessori” dal calcolo del TEG. Il risultato? Tassi che apparivano legali sulla carta, ma che nei fatti strozzavano imprese e famiglie. Questa è una distorsione della realtà economica che non possiamo più tollerare.

La Svolta: cosa stabilisce l’ordinanza Cassazione 17577/2026?

La Suprema Corte è stata categorica: il perimetro dell’usura è definito dall’art. 644, comma 4, del Codice Penale, non dalle istruzioni di vigilanza di parte. Qualsiasi costo, inclusi i premi assicurativi, funzionale all’erogazione del credito deve pesare nel calcolo del tasso soglia.

Cosa significa per te? Che molti contratti di finanziamento, finora ritenuti regolari, potrebbero nascondere tassi usurari.

Se sei un imprenditore o un privato, il rischio di pagare interessi illegittimi non è più un’ipotesi remota, ma una realtà tecnica documentabile.

  • La tua posizione è solida? Una perizia econometrica fatta “alla vecchia maniera” oggi è inutile, se non dannosa.
  • Il ricalcolo è un tuo diritto. In caso di superamento della soglia, l’applicazione dell’art. 1815, comma 2, del Codice Civile prevede la nullità degli interessi.

Non lasciare che la tua liquidità venga erosa da calcoli artefatti. La consulenza di un esperto nel contenzioso bancario è l’unico strumento per trasformare un sospetto in un recupero effettivo di capitale.

Analisi tecnica: La distinzione tra TAN, TAEG e il primato del TEG

È imperativo distinguere con precisione analitica tra i parametri che regolano il costo del credito: il TAN (Tasso Annuo Nominale) rappresenta esclusivamente l’interesse espresso in termini percentuali annui, calcolato sul capitale nominale, ma omette totalmente le spese accessorie e gli oneri accessori; il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale), ai sensi della disciplina sul credito al consumo, integra anche le spese di istruttoria e di gestione, ma rimane spesso ancorato a logiche di trasparenza informativa che non coincidono pienamente con la rilevazione dell’usura.

Il TEG (Tasso Effettivo Globale), invece, costituisce l’unico parametro di natura legale finalizzato alla verifica del superamento della soglia usuraria ex art. 644 c.p., comprendendo, in virtù dell’ordinanza n. 17577/2026, la totalità degli oneri, delle commissioni e, in particolare, dei premi assicurativi. La determinazione del TEG non è un mero calcolo algebrico, ma un’operazione econometrica complessa che richiede la neutralizzazione delle distorsioni contabili introdotte dalla prassi bancaria, la quale ha storicamente arbitrato l’inclusione delle componenti di costo basandosi su una interpretazione restrittiva delle circolari di Banca d’Italia, in contrasto con la gerarchia delle fonti e la lettera della legge penale. Solo un commercialista esperto in contenzioso bancario, attraverso la redazione di una perizia econometrica rigorosa, può decodificare l’incidenza reale di tali oneri, depurando il tasso dagli artifici contabili e dimostrando in sede giudiziaria la sussistenza di un superamento dei tassi soglia, rendendo così tecnicamente fondata l’applicazione dell’art. 1815, comma 2, c.c..

Cosa accade se riusciamo a dimostrare la presenza di usura all’interno del tuo rapporto con l’Istituto di Credito?

Quando il ricalcolo del Tasso Effettivo Globale (TEG) — comprensivo di ogni premio assicurativo, come sancito dalla sentenza 17577/2026 — rivela un superamento della soglia di usura, la legge non lascia spazio a interpretazioni discrezionali. In forza dell’art. 1815, comma 2, del Codice Civile, la conseguenza è drastica e liberatoria: la clausola degli interessi è nulla.

Per la controparte (il correntista, l’imprenditore o il privato), i vantaggi sono immediati e tangibili:

  • Gratuità del credito: Gli interessi pattuiti non sono più dovuti. In termini pratici, il contratto si trasforma in un finanziamento a “tasso zero”, portando all’obbligo per l’istituto di credito di restituire quanto indebitamente percepito a titolo di interessi nel corso del rapporto.
  • Abbattimento del debito residuo: Tutte le somme versate in passato come interessi vengono legalmente scomputate dal capitale ancora da restituire, riducendo drasticamente (o azzerando) il piano di ammortamento.
  • Ripristino dell’equilibrio finanziario: Non si tratta solo di ottenere un risarcimento, ma di riappropriarsi della propria liquidità aziendale o familiare, sottraendola a un prelievo bancario che, alla luce di questa pronuncia, si rivela privo di titolo giuridico valido.

In un contesto di contenzioso bancario, dimostrare l’usura non è un mero esercizio contabile, ma un’azione di tutela del proprio patrimonio che trasforma il debitore da parte debole a creditore di un debito ingiustamente accumulato.


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Commercialista Esperto Analisi Mutuo

Dottore Antonio Catalano

dottore Commercialista ed Esperto Contabile

email: dott.antoniocatalano@gmail.com

tel.: 391-4973312

Non sono diventato un esperto di contenzioso bancario per caso, ma per vocazione metodologica. Tutto è iniziato tra le pagine della mia tesi di laurea triennale: mentre i miei coetanei analizzavano modelli teorici, io ero già ossessionato dal funzionamento reale delle banche, dal meccanismo dei rating e dal disequilibrio profondo che spesso separa un istituto di credito dal suo cliente.

Quella curiosità accademica si è trasformata, ancor prima di ottenere l’abilitazione come Dottore Commercialista, in una vera e propria missione sul campo. Ho avuto il privilegio di collaborare con studi professionali di rilievo nazionale, formandomi nelle “trincee” del contenzioso bancario più complesso. Oggi, arrivato alla soglia dei miei 40 anni, posso dire di aver dedicato 14 anni della mia vita a una sola causa: ristabilire la verità contabile dove il sistema ha tentato di oscurarla.

Non sono qui per fare polemica, ma per applicare il rigore della perizia econometrica contro le prassi opache che, come confermato dall’ordinanza n. 17577 del 3 giugno 2026, hanno per troppo tempo distorto il calcolo del Tasso Effettivo Globale (TEG). Se il costo del credito deve essere trasparente, spetta a noi professionisti – con la competenza maturata sul campo – trasformare il sospetto di un’usura bancaria in una prova tecnica inoppugnabile. Analizzare un rapporto bancario non significa solo leggere numeri; significa difendere il patrimonio di un’impresa o di una famiglia dagli artifici di un sistema che, troppo spesso, dimentica la sostanza della norma in favore dell’arbitrio contabile.


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