Consenso Informato e Risarcimento

Consenso Informato e Risarcimento

Consenso Informato e Risarcimento: Perché la Semplice Mancanza di Informazione non Basta (Cassazione 2025)

Nel panorama della responsabilità medica, il tema del consenso informato rappresenta da sempre un terreno scivoloso. Una recente pronuncia della Corte di Cassazione, l’ordinanza n. 15079 del 5 giugno 2025, ha gettato nuova luce su un punto cruciale: quando l’omessa o insufficiente informazione al paziente dà effettivamente diritto a un indennizzo?

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la sola violazione dell’obbligo informativo non fa scattare in automatico il risarcimento. Scopriamo insieme i dettagli di questa decisione e cosa cambia concretamente per pazienti e strutture sanitarie.

Il caso: chirurgia oculistica e complicanze impreviste

La vicenda riguarda una paziente sottoposta a diversi interventi agli occhi tra il 2007 e il 2010 per l’impianto di cristallini artificiali. Nonostante la correttezza tecnica delle operazioni, la donna ha sviluppato un’uveite che ha portato alla perdita quasi totale della vista.

La paziente ha agito in giudizio lamentando non solo l’errore terapeutico, ma soprattutto la mancanza di informazioni adeguate sui rischi (come l’uveite) e sulle possibili alternative. Tuttavia, sia i giudici di merito che la Cassazione hanno respinto la richiesta di risarcimento.

Perché non basta dire “non sono stato informato”?

Il principio ribadito dalla Suprema Corte è netto: per ottenere un risarcimento, il paziente deve dimostrare che, se fosse stato correttamente informato, avrebbe rifiutato l’intervento o scelto una terapia diversa.

Ecco i punti cardine stabiliti dall’ordinanza:

  • L’onere della prova spetta al paziente: non è il medico a dover provare di aver informato, ma il paziente a dover dimostrare che l’informazione avrebbe cambiato la sua scelta.
  • Il “senno di poi” non conta: dichiarazioni di rammarico espresse dopo l’esito negativo non sono prove valide. Il giudice deve valutare cosa avrebbe fatto una “persona ragionevole” prima dell’operazione.
  • Illecito vs Danno: la carenza informativa è un illecito, ma diventa risarcibile solo se limita concretamente la libertà di scelta del paziente e produce conseguenze negative reali.

Danno alla salute e danno da autodeterminazione: le differenze

La Cassazione distingue chiaramente tra due piani diversi:

  1. Danno alla salute: lesione fisica o psichica legata a un errore medico.
  2. Danno da lesione dell’autodeterminazione: violazione del diritto di decidere liberamente del proprio corpo.

In questo caso specifico, l’uveite è stata considerata un’evoluzione naturale della malattia e non una conseguenza degli interventi. Senza la prova che la paziente avrebbe rifiutato l’operazione se informata del rischio, anche il danno all’autodeterminazione viene meno.

Il ruolo della Legge 219/2017 e la firma sui moduli

Sebbene la Legge 219/2017 abbia centralizzato l’importanza del consenso, la Cassazione precisa che la firma su un modulo prestampato non è sufficiente.

  • Per il medico: conta la qualità del dialogo e la personalizzazione dell’informativa.
  • Per il paziente: un modulo incompleto non garantisce il risarcimento se manca il nesso causale con la scelta terapeutica.

Consigli pratici per pazienti e strutture

Per i pazienti

Se devi affrontare un percorso terapeutico complesso, è fondamentale:

  • Esigere un dialogo vero: non limitarti a firmare fogli; chiedi spiegazioni su rischi e alternative.
  • Documentare tutto: conserva referti, cartelle cliniche e annota le risposte ricevute dal medico.
  • Valutazione legale: in caso di danni, rivolgiti a un esperto per verificare se la carenza informativa ha realmente inciso sulla tua libertà di scelta.

Per medici e cliniche

Per prevenire contenziosi, è opportuno:

  • Personalizzare l’informativa: adattare il linguaggio all’età e al livello culturale del paziente.
  • Annotare il colloquio: riportare in cartella clinica le domande poste dal paziente e le risposte fornite.
  • Aggiornamenti costanti: se il quadro clinico cambia, l’informativa va rinnovata.

Hai bisogno di una consulenza professionale?

La gestione della responsabilità medica richiede una profonda conoscenza tecnica e giuridica. Se ti trovi in una situazione simile, come paziente o operatore sanitario, affidati a un esperto.


Avvocato Roberto D'Andrea

Avvocato Roberto D’Andrea

email: avvrobertodandrea@hotmail.com

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